COMUNICATO IMPORTANTE SULLA PRIVACY

Dal 05/10/2014 per tutte le comunicazioni riguardanti l'attivitā dell'associazione Il Capofonte nei settori sociale-culturale-ambientale ed adozione cani l'indirizzo di posta elettronica a cui rivolgersi č il seguente: info@ilcapofonte.it, per comunicati ufficiali riguardanti l'associazione č operativo l'indirizzo di posta elettronica certificata. Non sono autorizzati e riconducibili all'associazione altri indirizzi di posta elettronica. Il Direttivo non si assume alcuna responsabilitā sull'invio di messaggi da indirizzi diversi da quello ufficiale. Per comunicazioni telefoniche ed informazioni rivolgersi al numero 040 571623.



Un gruppo di cittadini attivi sul territorio da anni che nel 1999 decisero di costituirsi in un comitato con l’intento di salvaguardare l’intera area situata nei pressi del Capofonte Teresiano, sia dal punto di vista storico-culturale che ambientale e faunistico.
Il Comitato per la Salvaguardia del Bosco di Capofonte per 7 anni ha operato organizzando iniziative di pulizia e manutenzione del bosco coinvolgendo varie associazioni ambientaliste e la squadra antincendio della Protezione Civile del Comune di Trieste; ha instaurato un rapporto costruttivo con l’assessorato al territorio del Comune di Trieste, la VI Circoscrizione e con altre realtà come ad esempio la Casa Circondariale, rapporti che oggi come associazione di volontariato intendiamo consolidare e possibilmente accrescere.
Nel 2001 abbiamo ripulito una discarica abusiva presente nella zona ed assieme ai volontari da noi contattati abbiamo recuperato 8.240 kg di rifiuti ingombranti che giacevano in un dirupo; negli anni successivi la nostra attività è continuata con iniziative atte a ripulire di volta in volta una parte di bosco che da discarica a cielo aperto, si sta trasformando in un vero e proprio paradiso per gli animali selvatici in particolar modo per gli uccelli che trovano un luogo sicuro ed indisturbato ove nidificare e trascorrere l’inverno.
L’associazione di volontariato “Il Capofonte” oltre agli aderenti del Comitato sopraccitato è costituita da esperti in speleologia urbana come Paolo Guglia, che ricopre la carica di vicepresidente e che da anni studia ed indaga gli aspetti storici della città ed in particolare sulle opere sotterranee presenti nel rione di S. Giovanni.
Un’altra importante componente dell’associazione è rappresentata dal comitato promotore della petizione in favore della costruzione del nuovo canile comunale e contro il trasferimento fuori provincia dei cani abbandonati nel territorio di Trieste, petizione consegnata nel gennaio 2006 all’allora assessore competente; gli stessi cittadini organizzarono nel marzo dello stesso anno la 1° Giornata dell’Adozione dei cani abbandonati, manifestazione che ebbe il patrocinio dell’Assessorato agli Affari Generali ed Istituzionali del Comune di Trieste, dell’A.S.S. N. 1° Triestina e dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Trieste.

Sono volte in primo luogo a tutelare e valorizzare gli aspetti naturalistici conservando l’attuale stato selvatico dell’area limitrofa al Capofonte garantendone la stabilità geologica. Sono previsti regolarmente interventi semestrali di pulizia del sottobosco e di manutenzione del verde con l’aiuto dei volontari della squadra antincendio della Protezione Civile del Comune di Trieste e con il coinvolgimento dei detenuti della Casa Circondariale di Trieste. Si prevede inoltre la ristrutturazione del sentiero già esistente che collega la via del Capofonte al sentiero N. 1° - Club Alpino Italiano – sentiero che costituisce un accesso alla traversata carsica e permette di raggiungere la pineta compresa tra l’obelisco di Opicina e il Monte Belvedere partendo dal Monte Spaccato.
Il Bosco del Capofonte? E’ un vero gioiello naturalistico – un’area dimenticata dall’uomo per molti anni si presenta oggi selvaggia e riconquistata dalla natura con vecchi alberi cavi e varie essenze come pochi luoghi a Trieste; presenta al suo interno elevate caratteristiche di biodiversità di un bosco in fase evolutiva, che consente di avviare numerosi studi e progetti di ricerca sia botanici che faunistici.
L’Associazione “Il Capofonte” ha ben pensato di avviare un progetto di nidi artificiali (nest box e bat box) per chirotteri (pipistrelli), piccoli passeriformi e uccelli rapaci notturni quali il simpatico assiolo, specie “prioritaria” anche per l’Unione Europea. Le casette nido, che servono quali ripari e luoghi per la riproduzione degli animali, potrebbero venir realizzate gratuitamente dai detenuti della casa circondariale di Trieste e le specie che occuperanno i nidi artificiali potranno essere monitorate dai bambini delle vicine scuole del rione di S. Giovanni, così da rappresentare anche un’opportunità didattico-naturalistica oltre che di conservazione della natura.
Il progetto verrà coordinato per la parte tecnico-scientifica da Walter Stefani, già referente del più ampio progetto nidi del WWF di Trieste, avviato da svariati anni in collaborazione con la Direzione dei Civici Musei Scientifici presso il Civico Orto Botanico, che oggi conta ben 25 nidi artificiali ed un impianto di video sorveglianza posto all’interno delle casette nido e nello stagno (telecamera immersa), sistema che consente di osservare gli animali “dal vivo” attraverso un monitor posto all’interno degli uffici.
L’associazione si propone inoltre di ricollocare la fontana che sino agli anni settanta era ubicata all’incrocio tra via alle Cave e la via del Capofonte, e di realizzare un punto di sosta ai margini della strada in prossimità della Chiesetta dei Santi Giovanni e Pelagio (nella p.c.n. 1311 del CC. Di Guardiella) nonché il posizionamento di alcune staccionate in legno ed il rifacimento di muretti a secco. In un secondo tempo è nostra intenzione proporre la ristrutturazione del fienile in pietra arenaria appartenente un tempo alla casa Domenicale Barocca di proprietà della Famiglia dei Conti Martini, ristrutturazione finalizzata alla creazione di un museo storico-etnografico.
La zona del Bosco al Capofonte e l'area del rione di San Giovanni sono un sito di grande interesse culturale: si possono rinvenire, infatti, emergenze storiche, architetture rurali e notevoli testimonianze del passato.
L'associazione “Il Capofonte”, che fra i suoi scopi statutari prevede anche quello di salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente in zone di interesse artistico, storico e monumentale, intende studiare, documentare e tutelare tutti i vari beni presenti sul territorio, con specifici programmi di intervento.
L'argomento principale sarà ovviamente l'acquedotto Teresiano, che prendeva il via dal Capofonte ma che interessava, con le sue lunghe gallerie di captazione, tutto il rione. Tali opere sotterranee verranno non solo studiate, ma anche opportunamente divulgate e fatte conoscere agli abitanti del posto ed ai vari interessati, con conferenze tematiche, visite guidate e l'avvio di eventuali lavori di pulizia e manutenzione. In particolar modo è allo studio la possibilità di aprire il passaggio che dal Capofonte porta alle Gallerie Superiori, in modo da permettere un diretto e comodo accesso ai cunicoli più interni. E' in preparazione anche un progetto di catalogazione delle riserve idriche minori (pozzi, cisterne e sorgenti) ancora abbondantemente presenti nell'area nonostante l'intenso sviluppo urbano.
L'attività dell'associazione spazierà, inoltre, in varie altre tematiche di carattere storico e culturale, allargandosi alle multiformi manifestazioni dirette ed indirette della cultura popolare, al folclore, alle tradizioni, alle storie ed alle leggende nate ed evolutesi nel rione di San Giovanni.
“Il Capofonte” infine si prefigge di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle problematiche riguardanti il sovraffollamento nei canili della Provincia di Trieste, e non solo; ma anche di promuovere, organizzare attività di tutela del diritto di tutti gli animali prevenendo nello stesso tempo il randagismo e favorendo le adozioni delle bestiole abbandonate.


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La quota annuale di 20 Euro può essere versata sul c/c postale n. 94147162 o con un bonifico (cod. IBAN IT/78/T/07601/02200/000094147162), specificando sulla causale "quota associativa anno 2014".
Se invece preferisci dare solamente un contributo, indica nella causale il settore nel quale vuoi sia utilizzato il tuo versamento fra quello ambientale, culturale o delle adozioni dei cani ospitati presso i canili.

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