SEQUENZA FOTOGRAFICA DEI DANNI PROVOCATI AL CAPOFONTE TERESIANO
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Un gruppo di cittadini attivi sul territorio da anni che nel 1999 decisero di costituirsi in
un comitato con l’intento di salvaguardare l’intera area situata nei pressi del Capofonte
Teresiano, sia dal punto di vista storico-culturale che ambientale e faunistico.
Il Comitato
per la
Salvaguardia del Bosco di Capofonte per 7 anni ha operato
organizzando iniziative di pulizia e manutenzione del bosco
coinvolgendo varie associazioni ambientaliste e la squadra antincendio
della Protezione Civile del Comune di Trieste; ha instaurato un
rapporto costruttivo con l’assessorato al territorio del
Comune di Trieste, la VI Circoscrizione e con altre realtà
come ad esempio la Casa Circondariale, rapporti che oggi come
associazione di volontariato intendiamo consolidare e
possibilmente accrescere.
Nel
2001 abbiamo ripulito
una discarica abusiva presente nella zona ed assieme ai
volontari da noi contattati abbiamo recuperato 8.240 kg di rifiuti
ingombranti che giacevano in un dirupo; negli anni successivi la nostra
attività è continuata con iniziative atte a
ripulire di volta in volta una parte di bosco che da discarica a cielo
aperto, si sta trasformando in un vero e proprio paradiso
per gli animali selvatici in particolar modo per gli uccelli che
trovano un luogo sicuro ed indisturbato ove nidificare e trascorrere
l’inverno.
L’associazione
di
volontariato “Il Capofonte”
oltre agli aderenti del Comitato sopraccitato è costituita
da esperti in speleologia urbana come Paolo
Guglia, che ricopre la carica di vicepresidente e che da anni
studia ed indaga gli aspetti storici della città ed in
particolare sulle opere sotterranee presenti nel rione di S. Giovanni.
Un’altra
importante
componente dell’associazione è rappresentata dal comitato
promotore della petizione in favore della
costruzione del nuovo canile comunale e contro il
trasferimento fuori provincia dei cani abbandonati nel
territorio di Trieste, petizione consegnata nel gennaio 2006
all’allora assessore competente; gli stessi cittadini
organizzarono nel marzo dello stesso anno la 1°
Giornata dell’Adozione dei cani
abbandonati, manifestazione che ebbe il patrocinio
dell’Assessorato agli Affari Generali ed Istituzionali del
Comune di Trieste, dell’A.S.S. N. 1° Triestina e
dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Trieste.
Sono
volte in primo luogo a tutelare e valorizzare gli aspetti
naturalistici conservando l’attuale stato
selvatico dell’area limitrofa al Capofonte
garantendone la stabilità geologica. Sono previsti
regolarmente interventi semestrali di pulizia del sottobosco
e di manutenzione del verde con l’aiuto
dei volontari della squadra antincendio della Protezione Civile del
Comune di Trieste e con il coinvolgimento dei detenuti della Casa
Circondariale di Trieste. Si prevede inoltre la ristrutturazione
del sentiero già esistente che collega la via del
Capofonte al sentiero N. 1° - Club Alpino Italiano –
sentiero che costituisce un accesso alla traversata carsica e permette
di raggiungere la pineta compresa tra l’obelisco di Opicina e
il Monte Belvedere partendo dal Monte Spaccato.
Il
Bosco del Capofonte?
E’ un vero gioiello naturalistico
– un’area dimenticata dall’uomo per molti
anni si presenta oggi selvaggia e riconquistata dalla natura con vecchi
alberi cavi e varie essenze come pochi luoghi a Trieste; presenta al
suo interno elevate caratteristiche di biodiversità
di un bosco in fase evolutiva, che consente di avviare numerosi studi e
progetti di ricerca sia botanici che faunistici.
L’Associazione “Il Capofonte”
ha ben pensato di avviare un progetto
di nidi artificiali (nest box e bat box) per chirotteri
(pipistrelli), piccoli passeriformi e uccelli rapaci notturni quali il
simpatico assiolo, specie “prioritaria” anche per
l’Unione Europea. Le casette nido, che servono quali ripari e
luoghi per la riproduzione degli animali, potrebbero venir realizzate
gratuitamente dai detenuti della casa circondariale di Trieste e le
specie che occuperanno i nidi artificiali potranno essere monitorate
dai bambini delle vicine scuole del rione di S. Giovanni,
così da rappresentare anche un’opportunità
didattico-naturalistica oltre che di conservazione della natura.
Il
progetto verrà
coordinato per la parte tecnico-scientifica da Walter Stefani,
già referente del più ampio progetto
nidi del WWF di Trieste, avviato da svariati anni in
collaborazione con la Direzione dei Civici Musei Scientifici presso il
Civico Orto Botanico, che oggi conta ben 25 nidi artificiali
ed un impianto di video sorveglianza posto
all’interno delle casette nido e nello stagno (telecamera
immersa), sistema che consente di osservare gli animali “dal
vivo” attraverso un monitor posto all’interno degli uffici.
L’associazione
si propone inoltre di ricollocare la fontana che sino
agli anni settanta era ubicata all’incrocio tra via alle Cave
e la via del Capofonte, e di realizzare un punto di sosta ai margini
della strada in prossimità della Chiesetta dei
Santi Giovanni e Pelagio (nella p.c.n. 1311 del CC. Di
Guardiella) nonché il posizionamento di alcune staccionate
in legno ed il rifacimento di muretti a secco. In un secondo tempo
è nostra intenzione proporre la ristrutturazione del fienile
in pietra arenaria appartenente un tempo alla casa Domenicale
Barocca di proprietà della Famiglia dei Conti Martini,
ristrutturazione finalizzata alla creazione di un museo
storico-etnografico.
La zona del Bosco al
Capofonte e l'area del rione di San Giovanni sono un sito di grande
interesse culturale: si possono rinvenire, infatti, emergenze storiche,
architetture rurali e notevoli testimonianze del passato.
L'associazione “Il Capofonte”,
che fra i suoi scopi statutari prevede anche
quello di salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente
in zone di interesse artistico, storico e monumentale, intende
studiare, documentare e tutelare tutti i vari beni presenti sul
territorio, con specifici programmi di intervento.
L'argomento
principale
sarà ovviamente l'acquedotto
Teresiano, che prendeva il via dal Capofonte ma che
interessava, con le sue lunghe gallerie di captazione, tutto il rione.
Tali opere sotterranee verranno non solo studiate, ma anche
opportunamente divulgate e fatte conoscere agli abitanti del posto ed
ai vari interessati, con conferenze tematiche, visite guidate e l'avvio
di eventuali lavori di pulizia e manutenzione. In particolar modo
è allo studio la possibilità di aprire il
passaggio che dal Capofonte porta alle Gallerie
Superiori, in modo da permettere un diretto e comodo accesso
ai cunicoli più interni. E' in preparazione anche un
progetto di catalogazione delle riserve idriche minori (pozzi, cisterne
e sorgenti) ancora abbondantemente presenti nell'area nonostante
l'intenso sviluppo urbano.
L'attività
dell'associazione spazierà, inoltre, in varie altre
tematiche di carattere storico e culturale, allargandosi alle
multiformi manifestazioni dirette ed indirette della cultura popolare,
al folclore, alle tradizioni, alle storie ed alle leggende nate ed
evolutesi nel rione di San Giovanni.
“Il Capofonte” infine si prefigge di sensibilizzare
l’opinione pubblica nei confronti delle problematiche
riguardanti il sovraffollamento nei canili della
Provincia di Trieste, e non solo; ma anche di promuovere, organizzare
attività di tutela del diritto di tutti gli animali
prevenendo nello stesso tempo il randagismo e favorendo le
adozioni delle bestiole abbandonate.
Se
condividi le nostre iniziative, iscriviti all’associazione di volontariato
"Il Capofonte" Onlus.
La quota annuale di 20 Euro può essere versata sul
c/c postale n. 94147162 o con un bonifico (cod.
IBAN IT/78/T/07601/02200/000094147162), specificando sulla
causale "quota associativa anno 2010".
Se invece preferisci dare solamente un
contributo, indica nella causale il settore nel quale vuoi sia
utilizzato il tuo versamento fra quello ambientale, culturale o delle
adozioni dei cani ospitati presso i canili.
ATTENZIONE!
NON SONO AUTORIZZATE ALTRE FORME DI RACCOLTA FONDI.
DIFFIDATE DI CHI SI PRESENTA A NOSTRO NOME RICHIEDENDO OFFERTE O
DONAZIONI.
Gestione del bosco Capofonte: presentata una sottoscrizione firmata da 1600 cittadini
- articolo pubblicato sul quotidiano IL PICCOLO (20 giugno 2008) -
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«RECENSIONI DELLE
NOSTRE ATTIVITÀ» 2007 -
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IL CAPOFONTE Associazione di Volontariato Reg. Trieste 06/09/2006
N. 4730 C.F. 90111960325 Via alle Cave n. 43 - 34128 TRIESTE (TS)
Tel. +39 040/571623 Fax +39 040/412514 E-mail: info@ilcapofonte.it Sito Web: www.ilcapofonte.it