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Finalità del progetto
Il “Progetto
Nidi” è un programma di
attività proposto e gestito
dall’Associazione di volontariato IL CAPOFONTE, quale
momento importante di presenza sul territorio e di
raggiungimento dei propri obiettivi statutari.
Considerando che l’Associazione di volontariato IL CAPOFONTE
prevede fra le sue varie finalità la tutela, la salvaguardia
e la valorizzazione dell'ambiente naturale (con particolare
riferimento all'area denominata “Bosco
di Capofonte”) e la
cooperazione con altri enti, associazioni e singoli privati nei
più
svariati campi della vita culturale e sociale cittadina, con
l’avvio del “Progetto
Nidi” si vogliono
raggiungere tre risultati
principali:
Ricadute
di carattere naturalistico/scientifico
·
Monitoraggio delle specie di uccelli presenti oggi
nell’ambito
del Bosco di Capofonte;
·
Identificazione, costruzione ed installazione di appositi
nidi
artificiali;
·
Monitoraggio delle specie di uccelli presenti
nell’ambito del
Bosco di Capofonte dopo
l’installazione dei nidi artificiali;
·
Osservazioni sui risultati ottenuti.
Ricadute
di carattere sociale
·
Coinvolgimento dei volontari dell’Associazione
IL CAPOFONTE;
·
Coinvolgimento dei volontari delle Associazioni
ambientaliste
partner (WWF, LIPU, …);
·
Coinvolgimento dei cittadini del rione di San Giovanni;
·
Coinvolgimento degli alunni delle scuole elementari del
rione di
San Giovanni;
·
Coinvolgimento dei detenuti della Casa Circondariale di
Trieste.
Ricadute
di carattere divulgativo/culturale
·
Conferenze nelle scuole elementari per presentare la
situazione attuale del Bosco di Capofonte, con
particolare
riguardo alla presenza di uccelli, e per fornire informazioni
sull’iniziativa di costruzione dei nidi artificiali;
·
Conferenze nelle scuole elementari per presentare la
situazione del Bosco di Capofonte, con particolare
riguardo
alla
presenza di uccelli dopo l’installazione dei nidi
artificiali;
·
Divulgazione tramite apposita pubblicazione dei risultati
ottenuti.
Sulla base delle considerazioni sopra esposte, si può vedere
come il “Progetto
Nidi” sia fondato sul
monitoraggio relativo alla
presenza di uccelli nell’ambito del Bosco di Capofonte.
Conseguentemente si procederà all’installazione di
un certo
numero di nidi artificiali, continuando sempre nel monitoraggio
dell’area. Si potranno così verificare le
variazioni nella presenza
di nuove specie e l’incremento di altre specie già
segnalate, con
osservazioni dirette relativamente alle migrazioni, alle
nidificazioni ed alla cova dei singoli esemplari. Tale
attività vedrà
il coinvolgimento di vari soggetti (esperti, volontari, cittadini,
detenuti, …) e la divulgazione continua dei risultati
raggiunti nelle
scuole del rione di San Giovanni, con apposite conferenze e
possibili visite guidate. Tali risultati saranno riassunti, inoltre, in
un’apposita pubblicazione divulgativa.
Modalità di esecuzione del progetto
(file pdf - clicca)

Nell'anno
2007 è stato svolto il monitoraggio dell'avifauna del Parco
Urbano il Capofonte a Trieste.I dati sono stati raccolti
tramite due
uscite mensili, durante le quali è stata percorsa tutta
l'area, segnando tutti gli animali visti o sentiti. I risultati di
questo lavoro permetteranno di avere una prima idea delle popolazioni
ornitiche che frequentano la zona e quindi di poter indirizzare
eventuali interventi di gestione dell'area.
(file pdf 1 - clicca) - (file pdf 2 - clicca)
Stefano Sava, LIPU Trieste

Nell'area
di San Giovanni superiore individuata dalla variante generale n.66 al
P.U.R.G. del Comune di Trieste come Parco di quartiere (U2a) e sita tra la via Capofonte e la via Valerio, è presente una
significativa varietà di animali selvatici.
Pur
essendo di dimensioni ridotte l'area ha
conservato al suo interno una discreta caratteristica di selvaticità a causa delle ridotte
attività umane. Il terreno è costituito dal
Flysch triestino e percorso dalle acque piovane che scendono
dal ciglione carsico sovrastante. La vegetazione è caratterizzata da una fitta boscaglia, da numerosi
alberi di alto
fusto e da qualche piccola radura. La frequentazione umana è limitata ai bordi
dell'area.
Tutte
queste condizioni favoriscono la sosta,
l'alimentazione e la riproduzione di numerosi vertebrati.
I dati sulle presenze faunistiche rilevati dal Piano
faunistico della Provincia di Trieste, dalle pubblicazioni
dell'ex Osservatorio Faunistico della Provincia di Trieste, dalle
informazioni in possesso del Civico Museo di storia naturale di
Trieste, nonchè da altre pubblicazioni, osservazioni e
considerazioni,
fanno ritenere che la zona è frequentata dalle
specie
riportate di seguito. Ai fini della conservazione
dell'habitat naturale e della fauna selvatica si ritiene inopportuna
ogni ulteriore riduzione dell'area boscata.

Anfibi: Rospo comune (Bufo bufo); Rettili: Lucertola dei muri (Podarcis muralis); Orbettino (Anguis fragilis); Biacco (Coluber viridiflavus); Uccelli: Gabbiano comune (Larus ridibundus); Gabbiano reale mediterraneo (Larus cachinas michahellis); Sparviere (Accipiter nisus); Poiana (Buteo buteo); Fagiano comune (Phasianus colchicus); Piccione (Columba livia (forma domestica)); Tortora dal collare (Streptopelia decaocto); Cuculo (Cuculus canorus); Assiolo (Otus scops); Succiacapre (Caprimulgus europaeus); Rondone (Apus apus); Torcicollo (Jynx torquilla); Picchio rosso maggiore (Picoides major); Rondine (Hirundo rustica); Balestruccio (Delichon urbica); Pettirosso (Erithacus rubecula); Usignolo (Luscinia megarhynchos); Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros); Merlo (Turdus merula); Sterpazzola (Sylvia communis); Capinera (Sylvia atricapilla); Luì piccolo (Phylloscopus collybita); Regolo (Regulus regulus); Pigliamosche (Muscicapa striata); Codibugnolo (Aegithalos caudatus); Cincia bigia (Parus palustris); Cincia mora (Parus ater); Cinciallegra (Parus major); Picchio muratore (Sitta europaea); Rigogolo (Oriolus oriolus); Ghiandaia (Garrulus glandarius); Gazza (Pica pica); Taccola (Corvus monedula); Cornacchia (Corvus corone); Corvo imperiale (Corvus corax); Storno (Sturnus vulgaris); Scricciolo (Troglodytes troglodytes); Passera europea (Passer domesticus); Passera mattugia (Passer montanus); Fringuello (Fringilla coelebs); Verzellino (Serinus serinus); Verdone (Carduelis chloris); Cardellino (Carduelis carduelis); Frosone (Coccothraustes coccothraustes); Mammiferi: Riccio (Erinaceus concolor); Mustiolo (Suncus etruscus); Pippistrello nano (Pipistrellus pipistrellus); Scoiattolo (Sciurus vulgaris); Ghiro (Glis glis); Ratto delle chiaviche (Rattus norvegesicus); Volpe (Vulpes vulpes); Faina (Martes faina); Capriolo (Capreolus capreolus); Cinghiale (Sus scrofa).

Il bosco di Capofonte
è un’area che rappresenta uno dei
“polmoni verdi” siti a ridosso delle aree
residenziali periferiche a maggior densità edilizia, nei
quali si riscontrano presenze faunistiche e vegetazionali piuttosto
interessanti.
In occasione di alcuni sopralluoghi nell’area in questione,
esperti e naturalisti del WWF hanno segnalato la presenza di numerosi
esemplari arborei d’alto fusto, principalmente aceri
campestri (acer campestre),
roverelle (quercuspubescens),
ornielli
(fraxinus ornus),
olmi(ulmus
–carpini folia), bagolari
(celtis australis)
che spesso superano di molto i dieci metri di
altezza.
Si riscontra inoltre la presenza di un’abbondante vegetazione
arbustiva dominata dal sambuco (sambucus
nigra), biancospino (crataegus
monogyna), sanguinella(cornus
sanguinea)
tipica delle zone a substrato
flyschoide, nelle quali si sono ormai inserite ed integrate anche
specie diverse come quelle caratteristiche della macchia meditteranea
largamente presente nella fascia costiera, come ad esempio il lauro
(laurus nobilis)
ed il carpino orientale (carpinus
orientalis).
Anche se considerate infestanti, le robinie (robinia pseudacacia)
che
in alcuni casi raggiungono dimensioni ragguardevoli, rappresentano un
habitat importante per il rifugio, la sosta e la nidificazione
dell’avifauna.
Va ricordato che la presenza di una consistente vegetazione arborea ed
arbustiva contribuisce a garantire mediante l’intreccio degli
apparati radicali condizioni di stabilità del terreno, il
substrato geologico è infatti rappresentato da flysch
marnoso-arenaceo del periodo eocenico, formazione tipica
dei primi
rilievi che circondano Trieste.
L’idrografia presenta in superficie tratti torrentizi
occasionali nei periodo di maggiore piovosità, mentre le
gallerie di captazione dell’acquedotto teresiano testimoniano
il flusso costante ed abbondante delle acque sotterranee.
L’area in questione costituisce un autentico serbatoio di
selvatichezza tanto più importante e meritevole di
salvaguardia in quanto collocato a ridosso di zone residenziali urbane.
L’incespugliamento del bosco, il disturbo abbastanza limitato
e la continuità con il territorio carsico
sovrastante del Monte Spaccato – dichiarato sito di
importanza nazionale (IT 3342014) –
contribuiscono a formare
un habitat favorevole ad ospitare una buona varietà di
animali selvatici.
Riteniamo che tali caratteristiche vadano mantenute evitando interventi
che stravolgano l’assetto dei luoghi.

Pulizia bosco del 27-28 febbraio 2010
Nell'ambito delle consuete operazioni di manutenzione dell'area boscata limitrofa all'Acquedotto Teresiano nel Rione di San Giovanni, che si svolgono regolarmente da ormai 10 anni nei mesi di ottobre-novembre, gennaio-febbraio, i volontari dell'Associazione "Il Capofonte" hanno scoperto una discarica in zona impervia all'interno del bosco.
Nelle giornate di sabato e domenica, 16 volontari si sono avvicendati nelle operazioni di pulizia dell'area protetta ed hanno rimosso tutti i rifiuti ingombranti coperti dalla vegetazione molto fitta. Sono stati recuperati: reti metalliche, tubi e pneumatici, un motorino ed una notevole quantità di masserizie varie arrugginite dal tempo, materassi ed altri numerosi rifiuti di ferro, plastica e vetro; al contempo sono stati abbattuti alcuni alberi morti pericolanti o caduti a causa delle intemperie. La costante attività svolta dai volontari in questi anni ha permesso di trasformare un'immensa discarica a cielo aperto in un piccolo paradiso protetto dove gli animali selvatici vivono indisturbati e dove nidificano molte specie di uccelli.
La variante generale n° 118 al P.R.G.C. del Comune di Trieste, adottata dal Consiglio Comunale il 6 agosto 2009, riconoscendone il valore naturalistico, inserisce l'intero bosco nelle zone E2 agricole-forestali destinate alla salvaguardia ed alla valorizzazione del patrimonio forestale ed idrogeologico del territorio.
Viene riconosciuto l'incessante operato dell'Associazione "Il Capofonte" che in questi anni ha ricevuto più volte l'appoggio unanime della VI Circoscrizione e dell'intero Consiglio Comunale.
Immagini pulizia (clicca qui)
Osservazioni in merito alla Variante Generale n. 118 di revisione dei vincoli al piano regolatore :
MODULO PRGC OSSERVAZIONI Allegato 1 Allegato 2

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