Lo storico Capofonte di Maria Teresa declassato a stagno

Da un'attenta valutazione degli elaborati grafici relativi al nuovo Piano regolatore generale Comunale di Trieste, riguardante il rione di San Giovanni, ho riscontrato con grande rammarico e sorpresa che il "Capofonte", parte integrante dell'acquedotto Teresiano, è stato classificato nella tavola PO2 – zonizzazione con il simbolo di laghetto-stagno. Risulta davvero inspiegabile un errore così madornale effettuato da un gruppo di architetti progettisti e dai loro collaboratori perlopiù tutti laureati, che denota purtroppo una grande superficialità nella migliore delle ipotesi, se non una carenza nella conoscenza storica della nostra città, davvero imperdonabile. Vorrei pertanto ricordare a coloro che ancora non lo sanno che il "Capofonte" non è uno specchio d'acqua stagnante poco profondo ed esteso, ma è l'opera più importante di tutto il complesso di gallerie e cunicoli sotterranei conosciuto come acquedotto Teresiano (vedi foto). L'opera ingegneristica di captazione e trasporto idrico fu voluta dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria che con l'editto del 19 novembre 1749 ordinò la costruzione del nuovo acquedotto al fine di sopperire alle necessità idriche della città di Trieste dovute all'aumento della popolazione nel XVIII secolo. Il "Capofonte" rappresenta il nucleo iniziale dell'acquedotto che scendendo dal rione di San Giovanni portava l'acqua alle principali fontane di Trieste in epoca asburgica e fino al 1920, ed è perciò una testimonianza di grandissimo interesse storico – culturale sottoposto a tutela ope legis ai sensi dell'art. 12 Dlgs.42/2004 s.m.i. L'associazione Il Capofonte onlus operativa sul territorio dal 1999 ribadisce la necessità di sviluppare un "consapevolezza" collettiva, già presente in gran parte della popolazione, ma non riscontrata purtroppo negli amministratori e nei tecnici del Comune incapaci di riconoscere l'importanza di tali testimonianze del passato ed il loro valore storico culturale. Già nel 2009 infatti a causa della superficialità nella progettazione e nell'esecuzione di alcuni lavori di messa in sicurezza del Capofonte necessari per permettere il transito di mezzi pesanti lungo la strada soprastante, il prezioso manufatto fu gravemente danneggiato con conseguenze imprevedibili relative alla modifica degli equilibri idrologici. Ampia documentazione tecnico scientifica è presente sul sito www.ilcapofonte.it. Dispiace constatare, inoltre, che l'area sottoposta a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D.L. 3267 / 23 si ferma cinque metri a monte e non comprende il manufatto ipogeo nonostante sia ampiamente provato, anche storicamente, che la zona è soggetta allo scivolamento degli strati rocciosi, fenomeno che potrebbe causare possibili cedimenti coinvolgenti le case limitrofe. Maria Grazia Beinat Presidente associazione "Il Capofonte" onlus Trieste