DICEMBRE 2015


Visita guidata alle gallerie sotterranee 2015
L’associazione Il Capofonte Onlus è sempre stata attenta alle particolarità del territorio (specificatamente del rione di San Giovanni) ed in tale ottica ha sempre portato avanti una decisa attività inerente la tutela e la valorizzazione dell’Acquedotto Teresiano. Tale opera idraulica settecentesca ha alimentato per quasi due secoli la città di Trieste, ma poi – non più necessaria – è stata dimenticata e spesso cancellata dal tessuto urbano moderno.
Per fortuna, qualche anno fa, è stato possibile proteggere il punto d’ingresso alle Gallerie Superiori (opere sotterranee di alimentazione del Capofonte), evitando il suo degrado ed impedendo una sua frequentazione abusiva e talvolta pericolosa.
In tale ottica l’associazione Il Capofonte Onlus, in collaborazione con la Società Adriatica di Speleologia, ha avviato, nel corso del corrente anno, un progetto di recupero dell’accesso delle citate gallerie, procedendo alla pulizia dell’area, alla costruzione di alcuni muretti a secco di protezione, alla sistemazione della botola e all’installazione di una scala metallica di accesso al pozzo.
Oggi l’ingresso alle Gallerie Superiori è finalmente protetto dai franamenti ed è facilitato – e reso più sicuro - dalla struttura fissa di discesa. Per coronare la conclusione di questa attività è stata organizzata una visita guidata alle gallerie sotterranee, specificatamente dedicata ai partecipanti del Corso 2015 di Avvicinamento alla Speleologia in Cavità Artificiale organizzato dalla Società Adriatica di Speleologia. Gli allievi sono stati accompagnati nei cunicoli scavati a partire dall’anno 1749, con opportune spiegazioni sulla morfologia delle opere sotterranee, sulla tecnica di scavo e sul funzionamento pratico di questi punti di approvvigionamento idrico conosciuti anche come Wassergallerien.
Con questi ultimi lavori l’accesso alle Gallerie Superiori non è più riservato ai soli speleologi, ma oggi può essere allargato ai tanti appassionati interessati all’argomento.


DICEMBRE 2011


Sopralluogo alle Gallerie Superiori dell’acquedotto Teresiano. Dicembre 2011

.:Clicca sul tasto PLAY per vedere il video:.



Capofonte un bene storico distrutto : NESSUN COLPEVOLE
     Sembra incredibile eppure nonostante le numerose segnalazioni e proteste da parte dei cittadini che chiedevano la tutela dell'Acquedotto Teresiano bene di proprietà pubblica dal grande valore storico e culturale risalente al XVIII secolo e come tale sottoposto a tutela ope legis ai sensi dell'art. 12, DLgs.42/2004 (codice Urbani) nessuno sembra più ricordarsi dello scempio perpetrato nel corso dei lavori di consolidamento della strada soprastante preliminari alla ristrutturazione delle case Ater del Borgo San Pelagio nel rione di San Giovanni.      In una prima lettera indirizzata al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e alla presidente dell'Ater di Trieste, Perla Lusa, datata 9 maggio 2008, il Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, architetto Roberto Di Paola, invitava le amministrazioni a riferire in merito, sospendendo cautelativamente qualsiasi operazione che potesse mettere in pericolo il bene storico. In una successiva lettera del 13 agosto 2008 la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia elencava dettagliatamente i danni riportati dall'edificio storico riscontrati durante un sopralluogo effettuato in data 30 giugno 2008 e sottolineava la necessità di un restauro, previa presentazione di un progetto esecutivo alla competente Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico del FVG. Allo stesso tempo la Direzione suddetta segnalava che - se accertate - le alterazioni del regime idrico sotterraneo, causate dai maldestri lavori di consolidamento dell'Acquedotto Teresiano, avrebbero potuto compromettere le condizioni di conservazione dello stesso.

     Le Associazioni Il Capofonte Onlus, WWF Trieste, Italia Nostra presentarono in data 12 maggio 2008 un esposto alla Procura della Repubblica di Trieste con ampia documentazione inerente i lavori per la messa in sicurezza del bene storico e i conseguenti gravi danni causati durante il posizionamento della soletta superiore di protezione proposta e progettata dall'Ater e accettata dagli uffici tecnici del Comune di Trieste.

     Nella relazione consegnata al magistrato, si evidenziava come durante i lavori di scoprimento dell'estradosso della galleria interna, fu intercettato il flusso d'acqua che normalmente scorreva dalle gallerie superiori tramite una tubazione di ghisa. Tale tubazione fu successivamente ostruita dal cemento nel corso dell'attività di infissione dei micropali, causando l'innalzamento della soglia di travaso dell'acqua a 98,2 metri sopra il livello del mare. Era stato infatti accertato, in data 27 aprile 2008, l'allagamento di tutte le gallerie superiori con un innalzamento di circa 2,3 metri e un accumulo d'acqua pari ad almeno 500 mc. Il fatto veniva divulgato tramite conferenza stampa dall'Associazione Il Capofonte, e i tecnici Ater decidevano di intervenire per rimediare al danno vuotando, con l'utilizzo di apposite pompe, le gallerie superiori e creando un pozzetto drenante per raccogliere le acque che non scorrevano più nella loro sede originale. Durante questo ulteriore intervento veniva però abbattuta la parete interna di chiusura della galleria e, con estrema fretta, coperto lo scavo, precludendo di fatto ogni possibilità di intervenire sulla regolazione dei flussi idrici a monte del Capofonte Teresiano.

     Più volte è stato ribadito il concetto che il bene storico doveva essere tutelato nella sua complessità sia strutturale che funzionale, tanto è vero che negli anni furono effettuati numerosi sopralluoghi e convocate diverse Commissioni consiliari congiunte (lavori pubblici, trasparenza, cultura) del Comune di Trieste.

     I danni furono verificati di persona anche dal dott. Dugulin per l'area Cultura, dall'ing. Tevini per l'area Lavori Pubblici del Comune di Trieste e dal presidente della VI Circoscrizione Gianluigi Pesarino Bonazza. Preme ricordare che in data 3 giugno 2008 l'architetto Anselmi della Soprintendenza dichiarava in commissione Lavori Pubblici che il Capofonte Teresiano è un bene culturale e in quanto tale va mantenuto nelle sue funzioni, e ancora le dichiarazioni del consigliere comunale Sasco, che definiva il manufatto storico e architettonico di importanza primaria e sottolineava che il regime idrico non andava modificato o danneggiato. Ribadiva anche la necessità del ripristino originale ed evidenziava l'importanza primaria di decidere chi avrebbe dovuto eseguire l'intervento ulteriore, chi lo avrebbe pagato e chi avrebbe verificato la corretta esecuzione dei lavori.      Alle proteste dei cittadini, che nel giugno 2008 in 1.600 sottoscrissero una petizione in favore dell'attività svolta dall'Associazione "Il Capofonte" riconoscendone l'operato di manutenzione e conservazione della zona boschiva e delle risorse naturali ipogee ed epigee presenti, nonché l'attività di salvaguardia dell'Acquedotto Teresiano, rispose ancora una volta la IV Commissione consiliare permanente nella riunione tenutasi il 12 marzo 2009, quando dopo una discussione nella quale si prendeva atto di un danno esistente, chiedeva che venisse eseguita in tempi brevissimi una perizia idrogeologica al fine di verificare la situazione e intervenire per un ripristino dopo aver individuato le responsabilità.

     Da allora fino ad oggi di studi e verifiche tecniche non si è più parlato: gli abitanti rimangono preoccupati della situazione, mentre le Associazioni hanno ribadito la necessità di una perizia idrogeologica urgente nell'area.      Solo attraverso un'adeguata valutazione del rischio idrogeologico, infatti, sarà possibile accertare la reale situazione del cambiamento dei flussi idrici sotterranei. Purtroppo però la vicenda è caduta nel dimenticatoio, la Soprintendenza ai Beni Architettonici del Friuli Venezia Giulia e gli altri Enti coinvolti non hanno dato alcuna risposta alle richieste dei cittadini, il Direttore dei Civici Musei si è disinteressato del caso e dopo oltre 3 anni dalla presentazione dell'esposto, il Pubblico Ministero in data 15 novembre 2011 ha inoltrato al Giudice per le Indagini Preliminari la richieste di archiviazione. I colpevoli rimangono così impuniti e l'opera ingegneristica di captazione e trasporto idrico delle acque, voluta dall'Imperatrice Maria Teresa d'Austria che con l'editto del 19 novembre 1749 ordinò la costruzione dell'acquedotto per far fronte alle necessità idriche dovute all'aumento della popolazione di Trieste nel XVIII secolo, rimane distrutta e dimenticata.

     Il Capofonte e le gallerie di captazione dell'acqua hanno un grande valore storico e culturale e devono essere salvaguardati perché testimonianza preziosa per la storia della nostra città.

Maria Grazia Beinat
Presidente dell'Associazione Il Capofonte ONLUS


- Capofonte un bene storico distrutto e dimenticato - articolo pubblicato su Konrad - ottobre 2011 leggi

Richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica (novembre 2011)




AGGIORNAMENTO GENNAIO 2011


Visita/sopralluogo alle Gallerie Superiori dell’acquedotto Teresiano. Sabato, 8 gennaio 2011
La società Adriatica di Speleologia ha effettuato un nuovo monitoraggio della situazione idrologica presente nelle Gallerie Superiori dell’acquedotto teresiano in data 8 gennaio 2011. Lo scopo era quello di verificare il livello dell’acqua e le condizioni complessive dell’opera idraulica settecentesca.

Risultati:
Il livello dell’acqua è stato trovato alla quota di + 50 cm rispetto al livello medio. Tale valore viene pienamente giustificato dalla situazione complessiva meteorologica esterna (grande umidità, ma non episodi piovosi di rilievo nei giorni immediatamente precedenti alla visita) e dalla rapida risposta della galleria drenante rispetto alle precipitazioni esterne.
Avendo ottenuto, previo accordi con il Comune di Trieste, la possibilità di accedere più facilmente alle gallerie, sarà opportuno procedere – nel prossimo futuro - ad opportuni sopralluoghi nella cavità in occasione di grandi piogge, situazione nella quale è già stato documentato un rapido ed ingente innalzamento del livello dell’acqua sotterranea.
Nulla da segnalare per quanto riguarda la staticità e le condizioni di conservazione complessive dell’opera.

(Clicca sulle foto per ingrandirle)




NOVEMBRE 2010


Visita all'interno del Capofonte teresiano il 28 novembre 2010. Nuove crepe all'interno dell'acquedotto.

(Clicca sulle foto per ingrandirle)




MAGGIO 2010


In data 27 maggio 2010 è stato consegnato un documento sottoscritto dai presidenti dell'Associazione Il Capofonte Onlus, del WWF Trieste e di Italia Nostra Sezione di Trieste al Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, al Soprintendente ai beni architettonici e al paesaggio del Friuli Venezia Giulia, al Sindaco di Trieste, ai Presidenti delle Commissioni consiliari: lavori pubblici, cultura, trasparenza, al Presidente della VI Circoscrizione del Comune di Trieste e per conoscenza ai mezzi d’informazione → file doc - leggi




DICEMBRE 2008


Visita all'interno del Capofonte Teresiano.

(Clicca sulle foto per ingrandirle)


Fuoriuscite d'acqua in via Pier della Francesca. (12/12/08)

(Clicca sulle foto per ingrandirle)


Verifica delle condizioni idriche presenti all’interno delle Gallerie Superiori. L'acqua lambisce il fondo del pozzo di accesso alle gallerie e non permette di scendere nei cunicoli, completamente allagati. (15-12-2008)

(Clicca sulle foto per ingrandirle)



dicembre 2008 - SOPRALLUOGO ALLE GALLERIE SUPERIORI DELL'ACQUEDOTTO TERESIANO → leggi





GIUGNO 2008


Situazione riscontrabile all’interno del Capofonte Teresiano dopo i lavori.

(Clicca sulle foto per ingrandirle)



giugno 2008 - AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE INERENTE IL CAPOFONTE TERESIANO E LE SUE GALLERIE SUPERIORI DI CAPTAZIONE → leggi


DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA SULLA SITUAZIONE RISCONTRABILE ALL'INTERNO DEL CAPOFONTE TERESIANO DOPO I LAVORI REALIZZATI NELLE IMMEDIATE VICINANZE → file pdf - clicca


28 agosto 2008 - ARTICOLO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO IL PICCOLO "AVEVAMO RAGIONE" → leggi





MAGGIO 2008


Durante i lavori di messa in sicurezza viene centrato il tubo in ghisa che da centinaia di anni portava l'acqua dalle Gallerie Superiori al Capofonte Teresiano, con conseguente allagamento delle gallerie. Nell'intervento viene abbattuto anche il muro originale.

(Clicca sulle foto per ingrandirle)


Sopralluogo alle Gallerie Superiori, presenti i presidenti di Italia Nostra Trieste e WWF Trieste. Le gallerie, nonostante lo svuotamento tramite pompe idrovore, sono ancora allagate a causa dei maldestri lavori effettuati per la messa in sicurezza del Capofonte Teresiano. (09-05-2008)

(Clicca sulle foto per ingrandirle)




APRILE 2008


L'interno del Capofonte Teresiano puntellato nonostante il progetto fosse stato scelto proprio per evitare di intervenire all'interno del manufatto storico protetto dalla Soprintendenza ed inserimento dei micro pali atti a sostenere una soletta in cemento armato, necessaria a rinforzare la strada che passa sopra il Capofonte Teresiano.

(Clicca sulle foto per ingrandirle)


Gli speleologi non possono calarsi nelle Gallerie Superiori perchè sono completamente allagate. (27-04-2008)

(Clicca sulle foto per ingrandirle)




MARZO 2008


Il Capofonte Teresiano prima dell'intervento che avrebbe dovuto tutelare il manufatto storico.

(Clicca sulle foto per ingrandirle)


Visita alle Gallerie Superiori prima dell'allagamento.

(Clicca sulle foto per ingrandirle)




IL CAPOFONTE
E-mail: info@ilcapofonte.it Sito Web: www.ilcapofonte.it