Relazione 2008 sull'attivita'  dell'Associazione di volontariato
"IL CAPOFONTE Onlus"

Aspetti storico-culturali

L’impegno dell’Associazione nel campo storico/culturale, nel corso dell’anno 2008, si è rivolto principalmente alle problematiche riguardanti la tutela del Capofonte Teresiano. I lavori relativi alla “messa in sicurezza” dell’opera sotterranea effettuati dall’ATER, infatti, hanno portato alla realizzazione di uno scavo alla sommità di via alle Cave, allo scoprimento dell’estradosso della galleria interna e all’infissione di opportuni micropali. A questo punto dell’intervento è accaduto un fatto grave: è stata intercettata la tubazione in ghisa proveniente dalle Gallerie Superiori, ostruendola con un getto di cemento. L’acqua, non trovando più sbocco, ha ovviamente innalzato la propria soglia di travaso, variando la portata nel Capofonte e riemergendo in un prato nei pressi di via Piero della Francesca. L’Associazione di volontariato “Il Capofonte”, ritenendo estremamente grave la modifica degli equilibri idrogeologici di un’area da sempre conosciuta come particolarmente esposta a dissesti, ha quindi organizzato una conferenza stampa per divulgare a tutti i cittadini cosa stesse succedendo. I tecnici dell’ATER, cercando di rimediare al danno fatto, hanno svuotato le Gallerie Superiori con l’utilizzo di apposte pompe, hanno creato un pozzetto drenante per raccogliere le acque che non scorrono più nella tubazione ed hanno quindi riempito con estrema fretta lo scavo. Questo intervento ha parzialmente abbassato il livello del flusso idrico nelle Gallerie Superiori, ma è del tutto sconosciuto il tragitto che ora segue l’acqua. Infatti, nessuno può garantire che l’acqua che originariamente passava dalle Gallerie Superiori al Capofonte segua lo stesso percorso, che il pozzetto drenante riesca a smaltire tutto l’apporto idrico e che l’acqua stessa, non scorrendo più attraverso una tubazione ma libera di crearsi un proprio percorso nel terreno, non si scavi nel frattempo nuove vie, andando ad interessare abitazioni vicine e le stesse strutture del Capofonte.

La scrivente Associazione di volontariato ritiene che il Capofonte Teresiano debba essere tutelato nella sua complessità, sia strutturale che funzionale, con il completo ripristino delle sue condizioni originali. A tale fine, si sono avuti incontri con la Commissione Trasparenza, la Commissione Lavori Pubblici e la Commissione Cultura del Comune. E’ stata interessata la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia e la Soprintendente per i Beni architettonici e il Paesaggio e per il Patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico del Friuli Venezia Giulia. Sono state spedite comunicazioni al Servizio Geologico Regione e chiamata la Polizia Edilizia. Nel contempo, si continua a vigilare sul prosieguo della vicenda, anche alla luce dell’imposizione fatta dalla Soprintendenza all’ATER, di predisporre un nuovo progetto per il recupero del Capofonte, documento che dovrà essere valutato ed approvato dalla Soprintendenza stessa prima di dar inizio ai lavori.

Aspetti sociali

Anche quest’anno diverse persone con problemi esistenziali e di disadattamento sociale si sono rivolte alla nostra associazione. Abbiamo dato la nostra disponibilità ascoltando i loro problemi, cercando di sostenere, nel limite delle nostre possibilità, le persone che richiedevano il nostro aiuto, indirizzandole o intervenendo presso gli uffici preposti dell’Azienda Sanitaria o dei Servizi Sociali.

Aspetti naturalistici / ambientali

La situazione inerente la perimetrazione e la tutela dell’area boscata del Capofonte è, per il momento, in una fase di stallo, nonostante i vari incontri avuti con l’assessore ai Servizi di Direzione Generale e Protezione Civile Claudio Giacomelli e con l’arch. Russo del Settore Immobiliare e la piena disponibilità offerta dall’associazione ai tecnici del Comune, ai quali è stato più volte denunciato il rischio di nuovi usucapione di terreni inseriti nella zona da proteggere, che attualmente risulta essere soltanto patrimonio verde di proprietà comunale. Sia la tutela che l’eventuale affidamento del bosco alla nostra associazione viene di fatto rimandata alla stesura del nuovo Piano Regolatore previsto per il 2009. Risulta pertanto quanto mai necessario vigilare affinché le promesse fatte dalla 6° Circoscrizione, dal Consiglio Comunale e dalla Giunta del Comune di Trieste vengano alla fine mantenute. Nel settore ambientale abbiamo richiesto l’intervento della Polizia Edilizia sia per la presenza di alcune baracche fatiscenti abusive nella p.c.n. 1311 del C.C. di Guardiella, sia per la presenza di eternit contenente amianto nel cantiere ATER di Borgo San Pelagio. E’ stato segnalato, inoltre, l’abbattimento di numerosi alberi di alto fusto durante il periodo di nidificazione nel bosco adiacente al cantiere.

Attività di manutenzione e pulizia del bosco di Capofonte

Abbiamo concentrato la nostra attività di manutenzione e pulizia del sottobosco nelle p.c.n. n. 1312 - 1313 - 1316 - 1317 - 1307 del C.C. di Guardiella, catalogata nell’attuale piano regolatore come zona U2a - Parco di Quartiere. Gli interventi hanno riguardato la manutenzione del verde ed il recupero di rifiuti costituiti da copertoni, materiali edili inerti, piastrelle, televisori, ecc. Le operazioni sono state effettuate nei seguenti giorni:

- 16 e 17 febbraio       (con il coinvolgimento di 15 volontari)
- 23 febbraio              (con il coinvolgimento di 2 volontari)
-   3 e 4 maggio         (con il coinvolgimento di 5 volontari)
-   8 luglio                  (con il coinvolgimento di 2 volontari)
- 13 luglio                  (con il coinvolgimento di 2 volontari)
- 18 luglio                  (con il coinvolgimento di 2 volontari)
- 15 e 16 novembre    (con i coinvolgimento di 13 volontari)

Attività nel settore dell'adozione dei cani abbandonati o rinunciati

Da marzo 2008 siamo riusciti a far adottare 55 cani, di cui 27 dal canile sloveno di Capodistria, 7 dal canile sanitario di via Orsera, 7 dalla provincia di Gorizia, 5 dal canile “Made in Friuli” di Udine, 5 rinunciati dai privati prima di essere trasferiti al canile e 4 del Gilrso, canile convenzionato con i comuni della provincia di Trieste. L’attività in questo settore è stata incessante anche per quanto riguarda i cani smarriti e ritrovati nella provincia di Trieste e nella vicina Slovenia. Grazie alla stretta collaborazione instaurata tra la nostra associazione, il personale del canile sanitario di Trieste, ed il particolare il dott. Abatangelo, e l’associazione “Litorale - Contro il maltrattamento degli animali”, diversi cani ritrovati in territorio italiano sono stati restituiti ai legittimi proprietari. Proficuo lo scambio di informazioni con l’ufficio zoofilo del Comune di Trieste, che ha permesso di far adottare alcuni cani rinunciati. Segnaliamo inoltre la collaborazione con i medici veterinari della provincia di Trieste e con alcune associazioni animaliste della Regione, quali: “Doberman’s Angels”, “La cuccia”, gli “Amici della terra” - Udine, il “Gattile” ed inoltre, dal mese di luglio, con la rubrica “Piccoli amici cercano casa” del quotidiano Il Piccolo. Sabato 9 agosto cinque volontari dell’associazione hanno prestato la loro opera presso il canile sanitario di via Orsera per lavori di smontaggio di una parte della recinzione. Sono incalcolabili le ore di lavoro effettuate nel settore delle adozioni, in quanto l’attività si è svolta ininterrottamente anche nei giorni festivi ed ingenti sono state le spese sostenute per far adottare i cani abbandonati.

Informazioni varie

Negli ultimi mesi abbiamo riscontrato un costante aumento delle visite al nostro sito internet www.ilcapofonte.it che viene costantemente aggiornato sulle attività svolte dall’associazione.

IL CAPOFONTE Associazione di Volontariato Decreto n.36 / Vol-A Iscrizione al n.976 del Registro Generale C.F. 90111960325
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