Relazione 2009 sull'attivita'  dell'Associazione di volontariato
"IL CAPOFONTE Onlus"

Aspetti sociali

L’attività dell’associazione, ed in particolare del presidente, nel campo sociale è stata costante durante tutto il corso dell’anno. Alle persone anziane con problemi di salute o esistenziali, che si sono rivolte alla nostra associazione, si sono aggiunte anche alcune persone seguite dal S.E.R.T o costrette agli arresti domiciliari.
Tutti i richiedenti aiuto sono proprietari di cani che, non trovando un sostegno concreto né dalle istituzioni né da altre associazioni, ci hanno contattato. Abbiamo dato loro la nostra disponibilità a qualsiasi ora, anche nei giorni festivi, ascoltando le richieste ed intervenendo presso gli uffici dell’Azienda Sanitaria competente e presso i servizi sociali del Comune di Trieste, risolvendo per quanto possibile i loro problemi.
E’ accaduto più volte che gli stessi uffici e persino alcuni tutori legali abbiano richiesto la nostra collaborazione per risolvere situazioni di disagio estremamente gravi.

Aspetti storico-culturali

Anche per quanto riguarda le tematiche storico/culturali, l’anno 2009 ha visto l’Associazione “Il Capofonte” proseguire lungo le linee strategiche avviate negli anni precedenti.
E’ continuata, infatti, l’azione complessiva di tutela rivolta al manufatto sotterraneo denominato Capofonte, con varie iniziative finalizzate al monitoraggio dello stato dell’opera sotterranea.
In supporto alle Autorità che stanno valutando la vicenda complessiva della cosiddetta “messa in sicurezza” del Capofonte, è continuata la raccolta di dati relativi alle variazioni di livello dell’acqua presente nelle gallerie superiori, a monte del Capofonte stesso. Sono state effettuate alcune visite a questi cunicoli, verificando come il livello dell’acqua si mantiene sufficientemente basso nei periodi di siccità, ma riscontrando come - nei periodi di pioggia - lo stesso tenda ad alzarsi anche di 2 metri. Abbiamo trovato, infatti, delle situazioni “di piena” che hanno addirittura impedito l’accesso alle gallerie poste alla base del pozzo d’ingresso. Queste notevoli variazioni sono segno inequivocabile che la quantità d’acqua prodotta dalle gallerie di alimentazione riesce ad essere smaltita nei periodi di magra, ma che la portata non riesce ad essere scaricata durante le grandi precipitazioni, proprio a causa dei lavori effettuati dall’ATER nel 2008. Nel contempo, non si ha alcuna sicurezza sul percorso che sta attualmente seguendo l’acqua nel tratto gallerie superiori - Capofonte, in quanto la tubazione originale è oramai inattiva.
Nel 2009 è continuato anche il controllo del vano interno del Capofonte, in relazione a possibili danni causati dal traffico sulla soprastante strada. Si rimane sempre in attesa di vedere quale sarà il responso delle Autorità competenti riguardo all’intervento dell’ATER ed alle soluzioni adottate per la salvaguardia del Capofonte, intervento che invece di risolvere definitivamente i problemi, ha recato evidenti danni alle strutture storiche.
Considerato che non è sempre facile accedere alle gallerie superiori, si sta predisponendo un sistema di monitoraggio automatico (sonda di livello + registratore dati) da installare nei cunicoli per verificare “in continuo” l’andamento dei livelli d’acqua. Si ipotizza che tale sistema di monitoraggio potrà entrare in servizio nei primi mesi del 2010.

Aspetti naturalistici / ambientali

Per quanto riguarda l’aspetto ambientale e naturalistico, segnaliamo la convocazione della Commissione lavori pubblici ed urbanistica del Comune di Trieste presso il Capofonte Teresiano il 12 marzo 2009; durante tale visita è stato richiesto da parte dell’associazione la perizia idrogeologica urgente di tutta l’area, considerata da sempre instabile, con un sottosuolo ricco di acqua e soggetta a dissesti e movimenti franosi.
Nell’ambito della tutela del Bosco abbiamo dato la nostra disponibilità agli uffici tecnici del Comune ed in particolare alla dott.ssa Zagara dell’ufficio immobiliare. Rispetto al pericolo usucapione all’interno della zona protetta, durante un sopralluogo del 7 aprile abbiamo nuovamente richiesto la delimitazione delle proprietà comunali confinanti con proprietà private.
Abbiamo partecipato a diversi incontri presso la VI Circoscrizione, convocati per avere dei chiarimenti in merito alla variante n°118 al P.R.G.C. del Comune di Trieste, adottata dal consiglio comunale il 6 agosto 2009. Nel nuovo Piano Regolatore, l’intero bosco di Capofonte viene trasformato da zona U2A – parco di quartiere – e B5 – zona edificabile – in zona E2, destinata alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio forestale ed idrogeologico del territorio.
Sicuramente questo è un successo notevole dell’attività dell’associazione che da anni si batte contro la speculazione edilizia ed a favore della tutela floro-faunistica. A seguito di un attento esame delle mappe riguardanti la zona boschiva del Capofonte abbiamo rilevato un madornale errore effettuato dagli uffici tecnici che, se non corretto, avrebbe permesso la costruzione di un palazzo di cinque piani all’interno del bosco. Grazie alla pronta segnalazione inviata al presidente della Commissione lavori pubblici e agli uffici comunali competenti siamo riusciti a scongiurare questo pericolo.
Successivamente, il presidente, in qualità di legale rappresentante dell’associazione, ha presentato al servizio pianificazione urbana del Comune di Trieste ulteriori osservazioni riguardanti la parte alta di Via alle Cave e la zona compresa tra Via delle Docce, Via Alfonso Valerio ed il bosco limitrofo di Capofonte, richiedendo la trasformazione delle rispettive zone B3 e B4 (edificabili) in B5, zone a bassa densità edilizia.

Attività di manutenzione e pulizia del bosco di Capofonte

L’attività di quest’anno in questo settore è stata un po’ penalizzata dall’attesa approvazione del nuovo Piano Regolatore. Tuttavia, nel mesi di febbraio, abbiamo effettuato due interventi di pulizia e manutenzione nella zona verde catalogata U2a – parco di quartiere – ed abbiamo tralasciato di operare nelle zone boschive dichiarate ancora edificabili. Inoltre nella giornata del 14 febbraio 2009 sono intervenuti 9 volontari della Squadra Anti-incendio della Protezione Civile del Comune di Trieste in aiuto ai volontari dell’associazione.
Successivi interventi sono stati effettuati nei mesi di aprile, giugno, ottobre e dicembre.

Attività nel settore dell'adozione dei cani abbandonati

Per tutto il 2009 è stato molto importante il contributo dato dai volontari dell'Associazione in ambito animalista e principalmente per quanto riguarda le adozioni dei cani rinchiusi nei canili della regione e della vicina Slovenia.
Un preciso impegno è stato rivolto all'attività di sensibilizzazione sulle problematiche riguardanti il fenomeno del randagismo, dell'abbandono e delle condizioni di vita nei canili. Come avviene ormai da anni c'è stato uno stretto scambio di informazioni tra l'Associazione Il Capofonte, l'Associazione slovena Litorale-contro il maltrattamento degli animali (che gestisce il canile pubblico di Sv. Anton - Capodistria) e il personale del canile sanitario di Trieste, collaborazione che ha permesso il ritrovamento di cani smarriti e anche di facilitare, nel caso di ritrovamento di un cane provvisto di microchip sloveno, il legittimo proprietario.
Sono molti i cani sprovvisti di microchip ritrovati vaganti sul territorio della provincia di Trieste restituiti ai loro proprietari grazie agli appelli, alla distribuzione delle foto del cane e agli annunci giornalistici pubblicati dai mezzi di stampa tramite l'Associazione.
Ricordiamo l'impegno della presidente che, mettendosi a disposizione della cittadinanza per tutto l'arco della giornata e della settimana, ha rappresentato un valido aiuto e un punto di riferimento non solo per i cittadini proprietari di cani, ma anche per gli operatori del settore dell'assistenza e del settore sanitario. L'Associazione è intervenuta in numerosi casi di rinuncia di cani prima che i poveri animali venissero trasferiti al canile sanitario e successivamente a quello assistenziale, provvedendo alla sistemazione provvisoria delle bestiole presso pensioni private in attesa di farli adottare definitivamente.
Ne ricordiamo alcuni: Whisky, Asia, Bogo, Martin, Ketty, ecc. La collaborazione con il personale del canile sanitario si è intensificata dal primo luglio, data della scadenza della convenzione tra i Comuni della provincia di Trieste e il Gilros. Da quel momento, infatti, i contatti con il canile sanitario sono stati pressoché giornalieri. C'è stata un'ottima collaborazione anche con i Comuni di Duino Aurisina, San Dorligo, Sgonico, Muggia, mentre si deve registrare la mancanza di interesse da parte dell'ufficio zoofilo del Comune di Trieste nei confronti dell'attività svolta dall'Associazione, da sempre contraria al trasferimento dei cani fuori provincia. A tale proposito si ricordano i numerosi incontri con l'assessore competente Lippi e, successivamente, con l'assessore Lobianco richiesti dalla presidente.
Si segnala inoltre la convocazione da parte del dott. Coassin, tenutasi in data 8 aprile presso la sede della Regione, riguardante le nuove normative inerenti all'anagrafe canina, alla quale hanno partecipato assieme a esponenti di varie Associazioni, la presidente e il consigliere Sergio Kozina.
Nel corso dell'anno sono stati pubblicati dal quotidiano "Il Piccolo" numerosi articoli riguardanti il trasferimento fuori provincia dei cani abbandonati e la mancanza di un canile pubblico assistenziale, redatti dal consigliere Sergio Kozina e dalla presidente; dal mese di settembre, grazie alla disponibilità offerta dal mensile Konrad, l'Associazione ha lo spazio a disposizione per una rubrica riguardante le tematiche dell'abbandono e delle adozioni dei cani; è proseguito inoltre il contributo dato settimanalmente alla rubrica "Piccoli amici cercano casa" pubblicata ogni venerdì da "Il Piccolo", redatta dalla presidente in collaborazione con la socia volontaria Caterina Lampis, anche per conto del Gattile di Giorgio Cociani.
Nel 2009 sono stati 88 i cani che hanno trovato una nuova famiglia grazie all'attività dell'Associazione, un risultato che premia il lavoro e i sacrifici dei volontari operativi in questo settore.

Le adozioni sono state così ripartite:

· 34    dal canile sloveno di Sv. Anton
· 15    rinunce della provincia di Trieste
· 12    dal canile di via Orsera
·  9    dal canile di Porpetto (Ud)
·  7    dal Gilros
·  7    dalla provincia di Gorizia
·  4    da altre Regioni italiane: Abruzzo (dopo il sisma)

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